Il Ministero della Salute definisce la sclerosi multipla come “… una malattia cronica, spesso invalidante, che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello, midollo spinale e nervi ottici). I sintomi possono essere lievi o gravi, visibili (disturbi motori) o invisibili (stanchezza, disturbi della vista)”, specificando che il suo andamento, la sua gravità e i suoi sintomi specifici variano molto da persona a persona.

Si identificano varie forme di sclerosi multipla, classificate sulla base del decorso clinico.

  • Sclerosi multipla a decorso recidivante-remittente: rappresenta la forma più comune della malattia, caratterizzata da attacchi acuti (ricadute) che si alternano a periodi di remissione in cui non si presentano sintomi (o si presentano sintomi residui lievi).
  • Sclerosi multipla primariamente progressiva: è una forma caratterizzata da una progressione dei sintomi sin dall’esordio della malattia, senza che si verifichino remissioni né stabilizzazioni o miglioramenti lievi e temporanei, e un peggioramento funzionale continuo.
  • Sclerosi multipla secondariamente progressiva: è una forma che comunemente inizia con un decorso recidivante-remittente, al quale tuttavia fa seguito un peggioramento progressivo dei sintomi con un funzionamento simile a quello della forma progressiva. Tipicamente, è caratterizzata da una minor frequenza (fino alla scomparsa) degli attacchi acuti e da un peggioramento funzionale continuo.

Accanto a queste, si possono rinvenire (anche se più raramente) altre due forma:

  • la forma “clinicamente isolata“(CIS), caratterizzata dalla comparsa di un episodio neurologico che dura almeno 24 ore ed è dovuto a un processo demielinizzante a carico del sistema nervoso centrale, ma al quale non faranno necessariamente seguito altri episodi.
  • la forma “radiologicamente isolate” (RIS), che si verifica nei casi di persone che effettuano, per motivi non correlati alla sclerosi multipla, una risonanza magnetica che evidenzia lesioni caratteristiche della malattia.

La sclerosi multipla non ha una specifica definizione normativa ufficiale, e la diagnosi di sclerosi multipla in sé considerata (come avviene anche per altre patologie che non sono espressamente incluse nel nomenclatore) non dà accesso automatico ai diritti e ai benefici che sono previsti nel nostro ordinamento (eccezion fatta per  l’esenzione dal pagamento del ticket per gli esami che sono connessi alla patologia): per beneficiarne è necessario che la persona con SM si sottoponga a una visita per il riconoscimento della propria condizione di disabilità secondo il procedimento generalmente previsto per l’acquisizione dei certificati di invalidità, handicap e disabilità. Il quadro normativo attuale è così composto:

  • la Legge n. 118/71, per quanto riguarda l’accertamento dell’invalidità civile;
  • la Legge n. 104/92, per quanto riguarda l’accertamento dello stato di handicap;
  • la Legge n. 68/99, per quanto riguarda l’accertamento della disabilità a fini lavorativi.

Per quanto riguarda gli aspetti lavorativi, sono applicabili tutte le norme che toccano i temi dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, a vari livelli e nei vari ambiti e contesti.