Nel nostro ordinamento, è per molto tempo mancata una normativa che disciplinasse la condizione dello spettro autistico negli adulti, fino all’approvazione della Legge 18 agosto 2015 n. 134, che riporta invece “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie”, che per la prima volta ha tutelato in una legge nazionale tale condizione, per anni oggetto di provvedimenti adottati a livello particolare (es: delibere Regionali, circolari INPS).

Finalità della legge è quella di prevedere interventi mirati a garantire la tutela della salute delle persone autistiche, il miglioramento della loro qualità di vita nonché la loro inclusione sociale (in linea con quanto già stabilito dall’Assemblea generale ONU con la propria risoluzione A/RES/67/82 del 12 dicembre 2012 sui bisogni delle persone autistiche) dando indicazioni prevalentemente di ordine programmatico e di affermazione di principi.

Tale norma prevede nello specifico una serie di disposizioni che riguardano l’aggiornamento delle Linee Guida sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico emanate dall’Istituto Superiore della Sanità, nonché dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e delle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi dello spettro autistico, oltre allo sviluppo di progetti di ricerca in merito.

Per quanto riguarda gli aspetti lavorativi, sono applicabili tutte le norme che toccano i temi dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, a vari livelli e nei vari ambiti e contesti.